Lettera campione al Ministro Massimo D'Alema

Data

Alla cortese attenzione del Ministro degli Esteri
Onorevole Massimo D'Alema
Piazzale della Farnesina 1
00194 Roma
Fax: 06 3691 2006

Egregio Ministro D'Alema,

Le scrivo per chiederLe di intervenire presso le autorità cinesi a favore di Tenzin Delek Rinpoche, un tibetano condannato al carcere a vita dal Governo di Pechino per crimini non commessi.

Tenzin Delek Rinpoche è un leader Buddista, condannato a morte nel dicembre 2002 con due anni di sospensione della pena. A lui e al suo coimputato, Lobsang Dhondup, fu negata la scelta di un avvocato. Le accuse loro rivolte non furono mai provate e il processo si svolse in modo non conforme alla normativa internazionale. Tenzin Delek fu accusato di “aver provocato esplosioni e di aver istigato la gente alla separazione dello stato” ma, come confermato da Human Right Watch e da altre agenzie di monitoraggio dei diritti umani, non ci sono prove che Tenzin Delek Rinpoche sia colpevole. Piuttosto, l’attuale situazione è il culmine di più di un decennio di tentativi da parte delle autorità cinesi in Lithang (Tibet orientale, per i cinesi: Provincia dello Sichuan) di eliminare l’opera di Tenzin Delek in favore dei diritti della locale comunità tibetana. Il suo lavoro di protezione dell’ambiente, della cultura e della religione è infatti percepito come una minaccia.

Il 26 gennaio 2005, dopo considerevoli pressioni internazionali, la pena di morte di Tenzin Delek è stata tramutata in carcere a vita. La sua salute e la sua stessa vita sono comunque minacciate dalle terribili condizioni carcerarie cinesi.

La invito a sostenere questo caso per aiutare a liberare un uomo innocente dalla prigione.

RingraziandoLa per l’attenzione porgo i miei più cordiali saluti,

(firma)