Data
All’attenzione
del Presidente del Consiglio
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma
Fax: 06.6783838
Signor Presidente
dal maggio 1995, Gedhun Choekyi Nyima, un ragazzo che oggi ha ormai sedici
anni, legittimamente riconosciuto dal Dalai Lama come reincarnazione di una
delle più alte personalità religiose tibetane, il Panchen Lama,
è scomparso assieme alla sua famiglia e da allora a nessuno è
stata data la possibilità di incontrarlo e di verificare il suo stato
di salute e le sue condizioni di vita.
Questo fatto, di per sé gravissimo, si inserisce nel contesto dei soprusi
e delle ripetute violazione dei diritti umani fondamentali con i quali il
governo della Repubblica Popolare Cinese, che occupa il Tibet ormai da cinquant’anni,
tenta di soffocare e reprimere ogni aspirazione del popolo tibetano alla libertà
e alla salvaguardia della sua millenaria cultura. Il caso di Gedhun Choekyi
Nyima, che da dieci anni vive in stato di segregazione e che Amnesty International
ha definito, all’epoca del rapimento, “il più giovane prigioniero politico
del mondo”, costituisce l’ennesimo, eclatante episodio di lunga serie di torti
e violenze con i quali il governo di Pechino tenta di piegare e ferire i sentimenti
di un intero popolo.
Io sottoscritto ricordando le risoluzioni di numerosi Parlamenti, le richieste
inoltrate da organizzazioni umanitarie, movimenti sindacali, partiti politici,
parlamentari di numerose nazioni e gruppi di sostegno al Tibet, chiedo al
Governo della Repubblica Italiana, ai suoi parlamentari e alle Commissioni
Esteri di Camera e Senato di esprimere al governo della Repubblica popolare
Cinese la propria viva preoccupazione per la sorte di Gedhun Choekyi Nyima
e della sua famiglia e di fare i passi necessari affinché sia consentito
a una delegazione di parlamentari ed esponenti delle organizzazioni umanitarie
di incontrare liberamente il bambino e i suoi genitori per accertare le loro
reali condizioni e poter ascoltare la loro versione dei fatti.
Distinti saluti
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