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NUOVA ONDATA DI PROTESTE NELLA CINA MERIDIONALE

Shanghai, 14 gennaio 2006. (BBC news)

Ancora un duro intervento della polizia cinese nella Cina meridionale, questa volta contro gli abitanti di Sanjiao, un villaggio di contadini nella provincia del Guandong, scesi in piazza per protestare contro l’esiguo risarcimento ricevuto dal governo in cambio della cessione delle loro terre per far posto alla costruzione di una strada. Testimoni oculari hanno riferito all’agenzia Associated Press che numerosi feriti sono stati ricoverati negli ospedali locali.
Il 19 gennaio 2006, Wu Heping, un portavoce del Ministro della Pubblica Sicurezza, ha informato che lo scorso anno, in Cina, si sono verificati 87.000 casi di “disturbo dell’ordine pubblico, contravvenzioni alla giustizia e mobilitazioni di massa”, con un aumento del 6% rispetto al 2004, anno in cui si verificarono 74.000 “incidenti”. Nel 2003 le manifestazioni furono 58.000. Wu ha dichiarato di ritenere che il crescente numero di dimostrazioni sia da porre in relazione alla rapida crescita economica e sociale del paese. Ha inoltre affermato che il Partito Comunista considera di grande importanza questo problema e si è augurato che le masse possano trovare il modo di far sentire la loro voce attraverso canali legali, nel rispetto dell’ordine pubblico e delle leggi.

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