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LE
IMMAGINI DELL'UCCISIONE DEI TIBETANI
16 ottobre 2006
È possibile vedere il filmato dell'uccisione dei tibetani, trasmesso dalle emittenti di tutto il mondo, collegandosi al seguente sito web:
http://youtube.com/watch?v=ssCVRhOfjtA
Il
filmato, girato da un cameramen rumeno presente nella zona del campo base dell'Everest
assieme ad un gruppo di alpinisti di diverse nazionalità, mostra una
lunga fila di tibetani in cammino verso il Passo Nangpa. Si sente uno sparo
e si vede un tibetano cadere nella neve. Non si conosce con esattezza il numero
dei tibetani uccisi o feriti. La notizia, in un primo tempo diffusa, della morte
di sette profughi non è stata confermata. Il Centro Tibetano per i Diritti
Umani e la Democrazia, in un comunicato diramato il 13 Ottobre 2006, ha dato
notizia della morte della monaca diciassettenne Kelsang Namdrol e del ferimento
del ventenne Kunsang Namgyal. Dei 71 tibetani in fuga, trenta sono stati arrestati
(tra loro quattordici bambini, il più giovane di soli cinque anni) mentre
41 sono riusciti a raggiungere Kathmandu, in Nepal, e sono ora sotto la protezione
dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
In seguito alla diffusione della notizia da parte della stampa e delle emittenti di tutto il mondo, il governo cinese, in modo del tutto inusuale, ha rilasciato un comunicato ufficiale sull'accaduto. Il Ministero degli Esteri cinese ha confermato che alcuni tibetani sono stati feriti in un incidente di frontiera ma ha negato che la polizia abbia aperto il fuoco. Secondo l'agenzia Xinhua, i militari avrebbero chiesto ai figgitivi di tornare sui loro passi ma i tibetani, per tutta risposta, avrebbero attaccato i soldati che, per difendersi, avrebbero risposto al fuoco ferendo due persone.
Diversa
la testimonianza degli alpinisti testimoni oculari della tragedia. "Hanno
cominciato a sparare senza nessun preavviso, ripetutamente, e i tibetani non
avevano armi", ha dichiarato un alpinista americano. "Potevamo vedere
i soldati cinesi, in ginocchio, prendere la mira e sparare al gruppo di tibetani
del tutto indifesi", ha confermato l'inglese Steve Lawes, confermando l'atmosfera
di grande tensione esistente anche dopo la sparatoria e raccontando della lunga
fila di bambini tibetani, spaventati e a occhi bassi, catturati dai cinesi.
A sua volta, il rumeno Sergiu Matei, ha così riferito: "I militari
cinesi sparavano ai tibetani sul ghiacciaio,... così come si spara ai
topi, ai gatti o ai conigli, come più vi pare".
È
la prima volta che un gruppo di tibetani viene attaccato alla presenza di un
così elevato numero di testimoni. Questa è la stagione delle scalate
e delle ascensioni e centinaia di persone si trovavano al campo base dell'Everest.
Almeno quaranta alpinisti, senza contare gli Sherpa e i portatori, hanno assistito
alla tragedia e ne hanno dato testimonianza.