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ARRESTATI DUE FIGLI DELLA DISSIDENTE UIGURA REBIYA KADEER

Washington, 1 giugno 2006. (Radio Free Asia)

Le autorità cinesi dello Xinjiang hanno arrestato due figli della dissidente uigura Rebiya Kadeer, attualmente in esilio negli Stati Uniti, e posto agli arresti domiciliari una delle figlie. Prima di essere tradotti in carcere i due uomini, assieme ai loro figli e alla sorella, sono stati fatti salire su di un pulmino, portati in un luogo deserto e ferocemente picchiati. Le autorità locali hanno motivato il provvedimento sulla base di una presunta evasione fiscale ma l’ordine di arresto fa esplicito riferimento a Rebiya Kadeer accusandola di aver criticato le autorità cinesi dello Xinjiang malgrado la sua promessa, al momento del rilascio, di “non prendere parte ad attività che avrebbero minacciato la sicurezza della Repubblica Popolare Cinese”. “Dal momento del suo arrivo negli Stati Uniti” – si legge- “ha iniziato a prendere contatti con le forze separatiste ed ha partecipato a varie attività secessioniste. Di fatto, Rebiya Kadeer è ormai a capo delle organizzazioni separatiste all’estero”.
Rebiya Kadeer, 59 anni, è una donna d'affari ed uno dei membri più in vista del popolo Uiguro nella regione occupata del Turkestan Orientale (Regione Autonoma dello Xinjiang Uiguro). Ha dato un enorme contributo all'affermazione dei diritti delle donne in Cina e fondato il "Movimento delle 1000 Donne” (Thousand Mothers Movement) per promuovere l'assunzione di donne uigure. Lo stesso governo cinese ha riconosciuto i suoi meriti inserendola nella propria delegazione alla Conferenza Mondiale sulle Donne organizzata a Pechino nel 1995 dalle Nazioni Unite. Ciononostante, due anni dopo la Conferenza di Pechino, le autorità le hanno sequestrato il passaporto. Da quel momento si sono moltiplicate le persecuzioni poliziesche e le limitazioni ai suoi movimenti. Con queste intimidazioni, le autorità cinesi tentavano di mettere a tacere il marito di Rebiya Kadeer, residente all’estero e noto critico del governo. Nell’agosto 1999, mentre si recava ad un appuntamento con alcuni rappresentanti del Servizio di Ricerca del Congresso americano per discutere problemi legati alle questioni dei diritti umani, è stata arrestata dalla polizia cinese e rinchiusa in prigione. Nel settembre 1999 il governo cinese ha accusato Rebiya Kadeer di "fornire informazioni segrete a stranieri", malgrado tali "segreti" fossero pubblicati su tutti giornali locali. Al termine di un processo svoltosi in segreto, un tribunale cinese l'ha condannata a otto anni di prigione. Il rilascio di Rebiya Kadeer è avvenuto il 17 marzo 2005, due anni prima dello scadere dei termini della pena, alla vigilia della visita ufficiale a Pechino di Condoleezza Rice, Segretario di Stato americano. La donna al momento si trova negli Stati Uniti e lavora in un’organizzazione fondata dal marito per le libertà civili e l’indipendenza degli 8 milioni di musulmani che vivono nello Xinjiang.


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