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HU JINTAO NEGLI USA: PROTESTANO TIBETANI E FALUN GONG

Washington, 20 aprile 2006.
La visita del premier cinese Hu Jintao negli Stati Uniti è stata accompagnata, ovunque si recasse, da numerose manifestazioni di protesta da parte dei tibetani e dei loro sostenitori. È caduto quindi nel vuoto l’appello rivolto dal primo ministro Samdhong Rinpoche che, in un documento rilasciato il 4 aprile 2006, aveva chiesto di evitare qualsiasi dimostrazione contro il presidente cinese sia per non mettere a repentaglio il dialogo in corso tra Pechino e Dharamsala sia per non causare imbarazzo allo stesso Dalai Lama, negli Stati Uniti nei medesimi giorni. Con una serie di comunicati, alcuni tra i maggiori gruppi di sostegno al Tibet, tra cui ricordiamo International Tibet Indipendence Movement, Students for a Free Tibet e la sezione americana del Tibetan Youth Congress hanno reso nota la loro decisione di scendere in piazza per chiedere a Hu Jintao la fine dell’occupazione cinese, l’indipendenza del paese e la liberazione del Panchen Lama. “Hu Jintao vuol far credere che all’interno della Cina e in Tibet i diritti umani sono rispettati”, ha dichiarato Tenzin Kalden, presidente del TYC di New York. “Bisogna invece che i cittadini e i governi di paesi liberi, quali gli Stati Uniti, ricusino in modo netto il mito di una Cina aperta e democratica e chiedano al governo cinese di rendere conto della sistematica repressione operata nei confronti del popolo tibetano”. “I tibetani continuano a subire arresti arbitrari, detenzione e tortura”, ha affermato Lhadon Tethong, direttore esecutivo di Students for a Free Tibet. “Da qui alle Olimpiadi del 2008 intensificheremo i nostri sforzi e continueremo la nostra battaglia per la liberazione del Tibet”.
Assieme ai cittadini di Taiwan, agli Uiguri e ai praticanti Falun Gong, i tibetani hanno fatto sentire, alta, la propria voce. Ha fatto il giro del mondo la notizia della protesta di Wang Wenyi, una donna di quarantasette anni appartenente al movimento Falung Gong, che, proprio mentre Hu Jintao, davanti alla Casa Bianca e alle telecamere di tutto il mondo, si apprestava a rispondere al saluto del presidente Bush, dalla sezione riservata alla stampa ha colto di sorpresa i due capi di stato con le sue grida di protesta. “Smetti di perseguitare Falun Gong!”, ha urlato rivolta al presidente cinese, “i tuoi giorni sono contati!”. “Fagli smettere di ucciderci, fagli smettere di perseguitarci!”, ha quindi gridato al presidente Bush che, visibilmente imbarazzato, è stato costretto a scusarsi con l’ospite. La televisione cinese ha immediatamente oscurato la trasmissione della diretta televisiva. (fonte: New York Time World)

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