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FERROVIA GOLMUD-LHASA: SICUREZZA A RISCHIO ENTRO 10 ANNI A CAUSA DEL DISGELO DEL TERRENO

Washington, 21 aprile 2006.

International Campaign for Tibet riferisce che, negli ultimi tre mesi, organi di stampa cinesi hanno ventilato la possibilità che, a causa dell’innalzamento della temperatura, il suolo ghiacciato dell’altopiano tibetano possa subire un rapido disgelo. Nel volgere di una decina d’anni, tale processo metterebbe fortemente a rischio la stabilità del terreno e, di conseguenza, la sicurezza della ferrovia Golmud-Lhasa. La notizia, trapelata fin dallo scorso anno, è stata confermata il 22 gennaio e, nuovamente, il 5 febbraio 2006, dal professor Wu Ziwang, un esperto dell’Accademia Cinese delle Scienze. Sia Beijing News sia l’agenzia Xinhua hanno riportato la tesi dello scienziato che, al termine di uno studio sull’argomento, ha così concluso: “Il rapido disgelo del terreno potrebbe compromettere seriamente la stabilità del suolo causando gravi problemi di natura geologica soprattutto nelle aree destinate alla realizzazione di grandi progetti quali autostrade o ferrovie…La sicurezza della ferrovia potrebbe venire meno nell’arco di una decina d’anni”.
Le prime prove di collaudo della ferrovia Golmud-Lhasa, che corre per circa 550 chilometri sul terreno ghiacciato, inizieranno nel luglio 2006, con un anticipo di circa sei mesi sui tempi previsti. Nel mese di marzo è iniziato il trasporto merci.

È stata nel frattempo ultimata la costruzione della stazione ferroviaria di Lhasa. Il complesso è situato sulla sponda meridionale del fiume Kyichu, nel luogo prima occupato dal villaggio di Ne’eu, un insediamento di case di fango e pietra, in stile tradizionale, con ampi cortili, ora interamente demolito. I suoi abitanti sono stati trasferiti in un nuovo agglomerato, un chilometro più a sud (vedi foto al sito http://www.savetibet.org/news/newsitem.php?id=732).
La ferrovia Golmud-Lhasa è stata descritta dalla stampa cinese come l’opera più importante del cosiddetto programma di “sviluppo occidentale”, iniziato nel 1999 per volere dell’allora Segretario del Partito e Presidente Jiang Zemin, un progetto che prevede la creazione di significative infrastrutture nella parte occidentale della Repubblica Popolare, compresa la regione Autonoma Tibetana. La realizzazione del progetto, di fatto una campagna di grande significato politico, è continuata sotto la presidenza di Hu Jintao che non ha mancato di enfatizzare “la necessità di continuare ad applicare il concetto scientifico di sviluppo per la modernizzazione delle regioni occidentali” e l’esigenza di “accelerare la costruzione delle infrastrutture” (Xinhua, 5 febbraio 2005).
L’arrivo della ferrovia ha profondamente modificato il panorama della città di Lhasa, dove sono state costruite nuove strade o ampliate alcune di quelle esistenti. Due grandi ponti attraversano il fiume Kyichu, rispettivamente destinati al passaggio della ferrovia e a quello delle automobili.
Sebbene i funzionari del Partito avessero in un primo tempo negato che l’opera avrebbe comportato un aumento del numero dei coloni in Tibet, lo scorso anno un documento ufficiale ha riconosciuto che la ferrovia “ avrebbe attirato nella Regione Autonoma un numero maggiore di turisti, commercianti e residenti cinesi” (China Daily, 15 ottobre 2005). Un documento della Commissione Esecutiva del Congresso americano, trova un precedente in quanto avvenutone nella Mongolia Interna. “In questa regione le ferrovie sono state costruite alcuni decenni fa” – recita il rapporto – “e ora gli abitanti di etnia han superano in numero quelli di etnia mongola in rapporto di cinque a uno”.
Fonte: International Campaign for Tibet.
Una lettura integrale dell’articolo al sito:

http://www.savetibet.org/documents/pdfs/InsideTibet/RailroadReportApril212006.pdf

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