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ATTIVISTA TIBETANO PROTESTA IN PIAZZA TIENANMEN

Pechino, 8 marzo 2006.
Wangpo Tethong, un attivista tibetano con passaporto svizzero, ha sfidato le autorità cinesi dispiegando, in Piazza Tienanmen, di fronte al palazzo della Grande Sala del Popolo dove era in corso l’annuale sessione del Congresso Nazionale, un provocativo striscione recante la scritta “Hu, you can’t stop us! (Hu, non puoi fermarci!)2008-Free Tibet.org ”. Malgrado la presenza di numerosi poliziotti che, perplessi ed esitanti, hanno assistito alla scena, Wangpo è riuscito ad allontanarsi in bicicletta e a raggiungere l’ambasciata svizzera. Il giorno successivo è stato accompagnato all’aeroporto ed è volato ad Hong Kong. Al suo arrivo, l’attivista ha così dichiarato: “Spero che gesti di questo tipo facciano capire alla dirigenza cinese che vuote promesse e atti repressivi non fermeranno la nostra battaglia per la libertà e per il diritto a decidere del nostro futuro”.
Prima di lasciare Hong Kong alla volta dell’Europa, Wangpo Tethong, nel suo ruolo di Coordinatore della Campagna Giochi Olimpici 2008 di International Campaign for Tibet, ha indirizzato al presidente cinese Hu Jintao una lettera aperta in cui, dopo aver ricordato la sollevazione di Lhasa del 1959, il sacrificio del popolo tibetano e il senso della sua personale protesta, quarantasette anni dopo, davanti all’edificio che ospitava l’annuale seduta del Congresso Nazionale del Popolo, denuncia la situazione esistente in Tibet ed invita Hu Jintao ad onorare lo spirito dei Giochi Olimpici, dei quali la Cina è stata designata paese ospitante, rivedendo la propria posizione e modificando in modo netto la politica cinese all’interno del Paese delle Nevi.


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