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LA CINA ELETTA NEL NUOVO CONSIGLIO ONU PER I DIRITTI UMANI

New York, 9 maggio 2006. (AsiaNews - ICT)

Sono stati designati a New York gli stati membri del nuovo Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, subentrato alla precedente Commissione con uno storico voto dell’Assemblea Generale ONU il 15 marzo 2006. Dure e immediate le critiche delle maggiori organizzazioni che si battono per i diritti umani. Il nuovo organismo, eletto sulla base di rappresentanze regionali e di popolazione, annovera infatti tra i suoi 47 componenti nazioni quali la Cina, Cuba, il Pakistan e l’Arabia Saudita, note per lo scarso rispetto dei diritti dell’uomo. In un’intervista ad AsiaNews, l’esperto di politica internazionale Vittorio Emanuele Parsi ha così commentato: “La Commissione di prima era squalificata perché non era mai riuscita ad influenzare la politica degli stati, ma quasi certamente questo Consiglio segnerà la stasi completa sui diritti umani…Il criterio adottato di affidare tutto alla rappresentanza regionale e alla popolazione svaluta i diritti umani e rende il loro concetto molto relativo perché mette alla pari i paesi dove i diritti sono rispettati e quelli dove ci sono dittature e violazioni. In questo modo si scredita tutto il Consiglio”.
Grande lo sconcerto e il disappunto anche tra le organizzazioni a sostegno del popolo tibetano. Da Londra Free Tibet Campaign ha fatto sapere che l’elezione della Cina, ampiamente prevista, è un riflesso dello strapotere di Pechino sulla scena internazionale. “La Cina non meritava di entrare nel nuovo Consiglio” – ha dichiarato Matt Whitticase – “non ha mai ottemperato agli impegni presi in materia di diritti umani né ha mai rispettato i meccanismi e le procedure previste in materia dalle Nazioni Unite”.
Il nuovo organismo si riunirà per la prima volta a Ginevra il 19 giugno 2006.


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