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IL CIO CONFERMA IL PASSAGGIO DELLA FIACCOLA IN TIBET
NORME DI COMPORTAMENTO PER SPETTATORI E ATLETI
Atene, 6 Giugno 2008
Il Comitato Olimpico Internazionale, riunito ad Atene dal 4 al 6 giugno per l'ultimo incontro prima dell'inizio dei Giochi, ha confermato il passaggio della fiaccola olimpica all'interno del territorio tibetano. Nel corso della conferenza stampa di chiusura, il Presidente Jacques Rogge ha difeso la decisione della Cina di far transitare i tedofori attraverso il Tibet malgrado le proteste che in tutto il mondo hanno accompagnato la staffetta olimpica. "I cinesi hanno espresso il desiderio di far transitare la fiaccola attraverso tutte le loro regioni e province " - ha dichiarato Rogge - e poiché il Tibet è parte della Cina ha il diritto di farla passare attraverso questa regione".
Il Presidente Rogge ha tuttavia affermato che il CIO, alla luce delle recenti manifestazioni di protesta, rivedrà le norme che regolano il percorso della staffetta: "Non siamo né ciechi né ingenui" - ha dichiarato - "decideremo cosa fare per il futuro".
Il Comitato Olimpico ha fatto inoltre sapere che per tutta la durata dei Giochi sarà operativa una speciale unità che, con l'aiuto dell'interpol e di altre agenzie specializzate, avrà il compito di impedire le scommesse illegali. Rogge ha fatto sapere che ogni comportamento ritenuta sospetto sarà sottoposta al giudizio di una speciale commissione disciplinare che interrogherà gli autori del gesto e deciderà le sanzioni da applicare.
In data 2 giugno 2008, il Comitato Organizzatore dei Giochi di Pechino ha pubblicato nel proprio sito web un documento di nove pagine (intitolato "Guida per gli stranieri che arrivano, partono o soggiornano in Cina durante le Olimpiadi") che detta una serie di regole di comportamento alle quali giornalisti e spettatori stranieri dovranno strettamente attenersi. Tra le "istruzioni" impartite si legge che il possesso di un biglietto per assistere agli eventi sportivi non garantisce la concessione del visto di ingresso in Cina, che alcune parti del paese (una di queste il Tibet) sono chiuse ai visitatori e che le persone affette da "malattie mentali o contagiose", trafficanti di droga e prostitute non avranno accesso al paese.
Sono inoltre bandite manifestazioni pubbliche, parate o proteste non autorizzate, pena sanzioni amministrative o penali, ed è proibito dispiegare striscioni con slogan di carattere politico o religioso "che possano disturbare l'ordine pubblico" all'interno degli stadi. Gli stranieri che risiederanno nei centri urbani cinesi dovranno registrare la loro presenza presso i locali uffici di polizia entro 24 ore dal loro arrivo. Il termine sale a 72 ore per coloro che risiederanno in aree rurali.
È inoltre proibito dormire all'aperto e compiere qualsiasi atto contrario all'igiene e all'immagine della città.