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QUINTO E SESTO GIORNO DI SCIOPERO

11 Agosto 2008, Sesto giorno di sciopero

E’ il sesto giorno di sciopero della fame e della sete per i tibetani nella tenda di Jantal Mantar a Delhi. Gli scioperanti hanno perso dai 5 ai 7 chili e quattro di loro avrebbero bisogno di essere ospedalizzati per loro condizioni psichiche e fisiche. Ma si rifiutano e continuano nonostante la fatica e la nausea.

 

 

 

 

10 Agosto 2008, Quinto giorno di sciopero

Oggi siamo al quinto giorno di sciopero della fame e della sete dei "nuovi" sei volontari, dopo che nella notte del 5 agosto i precedenti sei erano stati ospedalizzati perche' le loro condizioni di salute erano state valutate come gravi dal medico. Fra i sei digiunatori, c'e' anche Asha Reddy, una giovane, determinata e dolce signora indiana che all'inizio era decisa di effettuare lo sciopero per soli tre giorni: ieri le ho chiesto, al quarto giorno, come stava e con un rassicurante sorriso mi ha detto che era intenzionata a proseguire; stamattina invece le sue condizioni di salute non erano buone e l'organizzazione che ha sta lavorando per un Tibet libero ed indipendente, che ha organizzato lo sciopero della fame e della sete, la marcia del 7 agosto e le manifestazioni di protesta dal 14 marzo in poi New Delhi, il Tibetan Youth Congress, ha deciso di farla portare in ospedale. Rimangono stabili le condizioni di salute dei precedenti sei digiunatori che dovrebbero essere presto dimessi dall'ospedale di stato per essere trasferiti in un ospedale privato. Ritengo che nei prossimi giorni, con l'aggravarsi delle condizioni di salute dei rimanenti 5 digiunatori, interverra' ancora il medico e di conseguenza la polizia li fara' condurre in ospedale e via ad un nuovo ciclo di volontari che prenderanno il posto dei precedenti... Nella giornata di ieri 9 agosto, come nei giorni precedenti, si sono svolte varie iniziative di protesta a Jantal Mantar dove esiste un presidio permanente dal 14 marzo: la zona e' pesantemente cordonata da polizia e militari indiani, armati di fucili e bastoni di bambu' che sotto il cocente sole di Delhi se ne stanno disoccupati ed accalorati a guardare un po' basiti ed incuriositi i pacifici tibetani giunti a Delhi (soprattutto in occasione della marcia del 7 agosto e per l'inizio delle olimpiadi) da ogni parte dell'India per far sentire la loro voce! Degna di nota l'iniziativa di ieri: oltre alle solite "sfilate" nell'area concessa per le manifestazioni, ove i tibetani urlano slogans in coro (Cina fuori dal Tibet, lunga vita al Dalai Lama, il Tibet e' dei Tibetani, Panchen Lama libero...) alle preghiere e alle accensioni di candele, all'offerta di khata' (sciarpine bianche votive) ai digiunatori, ieri i tibetani si sono disposti in lunghe file per donare del sangue per il Tibet: infermieri attrezzati bucavano il pollice di ogni donatore il quale versava la sua goccia di sangue su un lungo striscione poi fatto sfilare sul quale era scritto che il sangue donato e' per tutti coloro che sono morti per la causa del Tibet e per tutti i tibetani in Tibet.
I Tibetani giunti a Delhi per la marcia del 7 agosto e per il fatidico 8 agosto erano un numero impreciso fra i 5 e i 7 mila, mentre in questi giorni sono tenuta a pensare che un po' alla volta il numero vada scemando e molti di loro tornino alle rispettive attivita'. Ovviamente molti rimarranno a protestare, questo sicuramente fino al 24 agosto, giorno della fine delle olimpiadi. Ho intenzione di parlare con il Presidente del TYC piu' tardi e chiedergli informazioni sulle future attivita' in programma.

Stefania Marchesini


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