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INTIMATO L'ORDINE DI SGOMBERO

di Karma C.,
corrispondente alla Marcia verso il Tibet per  

Il Blog di Piero Verni (www.olistica.tv)

Associazione Italia-Tibet (www.italiatibet.org)

Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano (www.dossiertibet.it)

 

Vedi anche:

Comune di Cologno Monzese (www.comune.colognomonzese.mi.it)

Alternative Tibetaine (www.alternative-tibetaine.org )

Dehra, 14 marzo 2008 (ore 20,45)
Qui è tutto smobilitato e le persone incaricate della logistica con le loro attrezzature sono dovute ripartire per Dharamsala. Circolano notizie piuttosto attendibili di manifestazioni spontanee di tibetani a Nuova Delhi. Majnukatilla, il quartiere tibetano situato alla periferia della capitale indiana, è circondato da ingenti forze di polizia incaricate di impedire l'afflusso di altri tibetani a Nuova Delhi ma sembra che numerosi abitanti di Majnukatilla siano riusciti lo stesso superare di nascosto il blocco e si siano ricongiunti con i manifestanti nel centro di Nuova Delhi. C'è un'enorme tensione, rabbia e voglia di lottare in tutta la comunità tibetana. Attendiamo domani per sapere se, come e dove la "Marcia" riprenderà. Se ci saranno altre notizie importanti vi terrò aggiornati anche questa notte.

Dharamsala, 14 Marzo 2008 (ore 19.00)
Dichiarazione del Comitato Organizzatore della Marcia -

TIBETAN PEOPLE'S UPRISING MOVEMENT & MARCH TO TIBET

Last night, the 100 Core Marchers and 2 organizers of the March to Tibet were sentenced to 14 days in judicial custody after appearing before the Senior Divisional Magistrate in Dehra. As the heads of the Organizing Committee of the Tibetan People's Uprising Movement and March to Tibet, we condemn this decision by the Indian authorities to treat these peaceful Tibetan marchers as criminals.

The March to Tibet illustrates the aspirations of Tibetans all over the world for human rights and freedom. This past March 10th, the 49th anniversary of the 1959 national uprising, we saw the largest and most widespread protests in and outside of Tibet. Most importantly, in the past 4 days, protests have been spreading like wildfire inside Tibet, the likes of which have not been seen since 1987. The actions taken by the courageous Tibetans inside Tibet, in the face of terrible consequences, are an inspiration to us all. At this critical time, when our brothers and sisters inside Tibet are fighting for freedom, we too must persevere with our efforts, no matter what the consequences.

The March to Tibet is a purely non-violent initiative of Tibetans living in exile who long to return to our homeland. While the Tibetan people are infinitely grateful for the hospitality of the Indian people and government, the time has come to take our exile struggle home to the land of our ancestors.

In light of the critical situation inside Tibet, and considering that the March to Tibet is a nonviolent campaign modeled after the actions of India's own Mahatma Gandhi, we call on the Indian government to immediately and unconditionally release all of the marchers being held at Yatri Niwas and allow the March to Tibet to continue un-abetted. We call on the freedom-loving people of India to request the central government to remove all obstacles to the continued journey of these 100 determined and peaceful Tibetans. And finally, we call on the international community to support the brave Tibetans inside Tibet by bringing scrutiny and pressure on the Chinese government and, at the same time, help the Tibetan marchers being held in detention by contacting the Indian government and calling for the marchers to be released and allowed to continue on their courageous journey home.

Tsewang Rigzin, President, Tibetan Youth Congress
B. Tsering, President, Tibetan Women's Association
Ngawang Woeber, President, Gu Chu Sum Ex-political Prisoner's Movement of Tibet
Chime Youngdrung, President, National Democratic Party of Tibet

March 14, 2008

Dharamsala, India

Dehra, 14 marzo 2008 (ore 18,30)
Jampa, il tibetano incaricato della copertura logistica della "Marcia", mi ha detto che il Sotto Ispettore della polizia di Dehra ha dichiarato che l'ordine di sgombero era stato emesso nell'interesse dei tibetani dal momento che vi sono animali selvaggi nelle vicinanze. Ovviamente una scusa patetica tanto che Jampa ha fatto presente che c'è una famiglia di indiani accampata nella medesima zona senza che nessun poliziotto si sia preoccupato della loro sicurezza. Solo dopo le preghiere dei tibetani l'ordine di sgombero immediato è stato prolungato ad un'ora dai 30 minuti iniziali. Adesso ci sono cinque poliziotti che controllano che tutti i tibetani responsabili della copertura logistica tornino a Dharamsala da cui hanno l'ordine tassativo di non muoversi.

Dehra, 14 marzo 2008 (ore 18,00)
Il sig. VK Jaswal, accompagnato da quattro poliziotti in borghese, è venuto adesso al luogo dove ci sono i tibetani che rappresentano le strutture logistiche di aiuto alla marcia (tende, sacchi a pelo, cucine da campo, etc.) e ha intimato di impacchettare il tutto ed andarsene entro un'ora pena l'arresto immediato di tutte le persone presenti. Gli organizzatori stanno preparando una risposta ufficiale, nel frattempo fate circolare sulla Rete e ovunque possiate la notizia. Io vi terrò informati, nei limiti del possibile, in tempo reale. Aiutate tutti la "Marcia Verso il Tibet" a non morire!

Dehra, 14 marzo 2008 (ore 16,25)
Ancora nessuna novità per la ripresa della "Marcia". Comunque la situazione è piuttosto tesa tra i tibetani (organizzatori e i responsabili dell'apparato logistico) perché continuano ad arrivare voci che parlano di manifestazioni a Lhasa con scontri, roghi di macchine della polizia, sparatorie. Sembra che ci siano diversi feriti dal fuoco cinese e che sia stata uccisa una ragazza. Purtroppo è difficile da qui verificare l'attendibilità di queste notizie anche perché probabilmente abbiamo i telefonini controllati dalla polizia e le comunicazioni a volte sono molto disturbate. Difficile dire se per il pessimo stato delle linee telefoniche o per un deliberato intervento della polizia indiana. Difficile anche prevedere se entro questa sera sarà comunicato il luogo dove la "Marcia" riprenderà e cosa risponderanno le cinque organizzazioni (che comunque non hanno ancora ricevuto alcuna informazione ufficiale in merito) alla richiesta del Primo ministro del Governo tibetano in esilio, di porre fine alla "Marcia".

Dehra, 14 marzo 2008 (ore 12,30)
La situazione è calma e restiamo in attesa che gli organizzatori annuncino se e dove la "Marcia Verso il Tibet" riprenderà. Circolano i nomi di alcuni luoghi ma non vi è stato alcun annuncio ufficiale. Appena lo saprò lo comunicherò immediatamente. E' stato comunque reso noto un comunicato del Primo Ministro del Governo tibetano in esilio, Ven. Samdhong Rinpoche, che dopo aver sottolineato come il Dalai Lama si sia espresso più volte e con chiarezza riguardo al diritto della Cina di ospitare i Giochi olimpici 2008, ricorda che l'iniziativa della "Marcia Verso il Tibet" non riguardi il Kashag (l'Amministrazione tibetana in esilio) ma cinque organizzazioni tibetane non governative. Ed esprime anche la speranza che la "Marcia" possa terminare al più presto in accordo con il rispetto delle leggi indiane. Non è stata data ancora una risposta a questo comunicato da parte degli organizzatori della "Marcia Verso il Tibet".

 


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