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JIABAO IN INDIA: ONDATA DI MANIFESTAZIONI DEI TIBETANI IN ESILIO
India, 11 aprile 2005. (Phayul,
WTN)
Il
9 aprile 2005, a New Delhi, oltre settanta membri del Tibetan Youth Congress
hanno raggiunto la sede dell’Ambasciata cinese lanciando slogan e chiedendo
l’indipendenza del Tibet. Tra lo sventolio delle bandiere tibetane e alla
presenza di molte testate sia giornalistiche sia televisive, i dimostranti hanno
distribuito volantini e gridato “Tibet libero” e “via i cinesi
dal Tibet”. Contravvenendo, e ci sembra per la prima volta, la richiesta
del governo tibetano in esilio di non compiere clamorosi gesti di protesta,
una bandiera cinese ed alcuni ritratti di Wen Jiabao sono stati dati alle fiamme
proprio di fronte ai cancelli dell’Ambasciata.
Dopo circa una mezz’ora, la polizia indiana è intervenuta duramente
caricando i tibetani e spingendoli con la forza sulle camionette. I fermati
sono stati trattenuti in custodia presso le stazioni di polizia di Chanakya
Puri e, successivamente, portati alla prigione di Tihar.
Ancora a Bangalore, il 10 aprile, eludendo le rigide misure di sicurezza, il tibetano Tenzin Tsundue, segretario generale dell’Associazione “Friends of Tibet – India”, ha raggiunto la torre degli uffici amministrativi del locale Istituto della Scienza, una delle mete della visita del premier cinese. Prima di essere afferrato e portato via dai responsabili della sicurezza, Tenzin è riuscito a far sventolare una bandiera tibetana dall’alto della balconata e a gridare, a più riprese, “Tibet libero” e “Wen Jiabao, non puoi fermarci”.
Altre manifestazioni si sono succedute a Bhopal dove, accanto ai tibetani, è scesa in piazza la popolazione locale. Agitando bandiere e reggendo cartelli e striscioni, la gente ha gridato slogan contro Wen Jiabao ed ha chiesto la fine del genocidio e dell’illegale occupazione del Tibet.
Il
giorno 11 aprile 2005, mentre erano in corso i colloqui tra il Primo Ministro
indiano Man Mohan Singh e il premier cinese Wen Jiabao, New Delhi era una città
blindata, con gli occhi e i fucili della polizia puntati sugli attivisti del
Tibetan Youth Congress che, nella capitale, avevano manifestato, il giorno nove,
di fronte all’Ambasciata cinese. Le loro linee telefoniche sono state
messe sotto controllo e tutte le telefonate in entrata e in uscita capillarmente
intercettate.
Photo
Gallery (clicca sull'immagine per ingrandirla) |
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| 9
aprile, protesta a New Delhi |
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| 8
e 9 aprile, protesta a Bangalore
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| 11
aprile, protesta a Bhopal |
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