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RAPPORTO USA: LA LIBERTA’ RELIGIOSA NEGATA IN TIBET E CINA

Washington, 12 maggio 2004.
La Commissione USA sulla Libertà Religiosa, un organismo federale istituito nel 1998, ha pubblicato il rapporto annuale sulle violazioni della libertà religiosa nel mondo. Nella sezione dedicata al Tibet, il documento denuncia lo stretto controllo esercitato dal governo cinese sulle attività religiose e sui luoghi di culto ed afferma che, nonostante il rilascio di alcune importanti personalità religiose, tra il 2002 e il 2003 la politica cinese non è sostanzialmente mutata. Recita il rapporto: “Pechino riconosce la detenzione di oltre cento tra monaci e monache. Gruppi operanti nel campo della difesa dei diritti umani riferiscono che i prigionieri subiscono torture e maltrattamenti. Nel gennaio 2003, appena conclusa la sessione dei dialoghi bilaterali tra Washington e Pechino sui diritti umani, una corte locale ha sentenziato la condanna a morte di Tenzin Delek Rinpoche, un monaco buddista, e del suo assistente Lobsang Dhondup…Nell’ottobre 2003, un altro monaco, Nyima Drakpa, è morto in seguito alle torture subite mentre scontava una pena di nove anni di carcere. Inoltre, il governo cinese continua ad impedire ogni visita al ragazzo riconosciuto come undicesimo Panchen Lama affermando di trattenerlo ‘per la sua stessa sicurezza’ e dichiarando di riconoscere in un altro adolescente il vero Panchen Lama”.
Nella circostanziata sezione dedicata alla Cina, il documento si sofferma sulla persecuzione in atto nei confronti del movimento Falun Gong denunciando l’uccisione di 430 aderenti alla setta dal 1999 e la reclusione di migliaia di praticanti in campi di lavoro e istituti psichiatrici. Sono inoltre menzionate le repressioni nei confronti di cattolici e protestanti.

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