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HU JINTAO: NO ALLE RIFORME POLITICHE SU MODELLO OCCIDENTALE

Pechino, 15 settembre 2004.
“Senza restrizioni o supervisioni, ci saranno abusi e corruzione” – ha dichiarato - , sottolineando che le leve del comando devono passare dagli individui alle istituzioni, secondo il governo della legge, e rendere i cittadini “padroni della loro casa”. Hu Jintao ha quindi esaltato la vitalità e la superiorità del sistema politico attualmente in vigore affermando che nessuno dei modelli occidentali potrà mai trovare applicazione in Cina. “Non copieremo mai pedissequamente il sistema politico di altri paesi” – ha rilevato il presidente cinese – “la storia ci insegna che l’applicazione indiscriminata dei sistemi politici occidentali, con l’introduzione di elezioni pluripartitiche e la separazione tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario, condurrebbe la Cina in un vicolo cieco”.
I centonovantotto membri del Comitato centrale ristretto del sedicesimo Congresso del Partito Comunista, riunito in quarta sessione a Pechino dal 16 al 19 settembre 2004, hanno sancito il conferimento a Hu Jintao, già capo dello stato e segretario del Partito, della carica di presidente della Commissione Militare Centrale, l’organismo che ha giurisdizione sulle forze armate, elemento chiave del potere in Cina. Il nuovo comandante dell’Esercito di Liberazione ha ricevuto le consegne dal suo stesso predecessore, Jiang Zemin, che aveva continuato a ricoprire il prestigioso incarico anche dopo il passaggio dei poteri a Hu Jintao, il delfino designato, nel novembre 2002.

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