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IL DALAI LAMA: NESSUNA CONTRADDIZIONE TRA LA VIA DI MEZZO E LA LOTTA PER L’INDIPENDENZA

Dharamsala, 17 ottobre 2005. (Phayul)

“La Cina attua ancora una politica repressiva e adotta duri provvedimenti nei confronti del popolo tibetano. Ho recentemente parlato con alcune persone provenienti dal Tibet: tutte mi hanno dato conferma di questa situazione e hanno espresso la loro preoccupazione”. Queste le parole pronunciate dal Dalai Lama a Nagpur davanti ad una folla di duemila persone convenute nella località indiana per una serie d’insegnamenti sulla dottrina buddista.
Parlando ad un gruppo ristretto di cinquecento tibetani, Sua Santità ha inoltre voluto sgombrare il campo da ogni apparente malinteso circa i rapporti tra il cosiddetto Approccio della Via di Mezzo, la via perseguita dal Dalai Lama e dal governo tibetano in esilio per la soluzione del problema tibetano, e la richiesta di una totale indipendenza a gran voce avanzata da parte della diaspora.
Il leader tibetano ha affermato che sia la lotta per l’indipendenza sia gli sforzi del governo in esilio per una soluzione negoziale del problema sono ugualmente giustificati in quanto in entrambi i casi ci si batte per il Tibet. “Il Tibetan Youth Congress chiede l’indipendenza e lo fa per il bene del Tibet. Noi cerchiamo di risolvere la questione del paese attraverso la Via di Mezzo perché la situazione è estremamente critica, ma anche questo approccio è per il bene del Tibet”. Il Dalai Lama ha così proseguito: “Viviamo in un paese democratico e ogni individuo od organizzazione ha il diritto di esprimere le proprie idee ed opinioni. La lotta del TYC per una completa indipendenza è un’istanza del tutto legittima ed è sbagliato considerarla come un’azione contro la figura del Dalai Lama”.



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