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IL NEPAL ORDINA LA CHIUSURA DELL’UFFICIO DEL DALAI LAMA E DELL’UFFICIO PER I RIFUGIATI TIBETANI

Kathmandu, 27 gennaio 2005. (ICT)
Pochi giorni prima dello scioglimento del governo nepalese e dell’assunzione dei pieni poteri da parte del re (la notizia è del 1° febbraio 2005), le autorità di Kathmandu hanno ordinato la chiusura dell’Ufficio del Rappresentante del Dalai Lama e dell’Ufficio per l’Assistenza ai Rifugiati Tibetani (TRWO). In attesa di nuove disposizioni, entrambi hanno sospeso la loro attività. In cooperazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il Centro per l’Assistenza ai Rifugiati fornisce aiuto ai profughi in transito dal Nepal o ivi legalmente residenti. Attualmente, il centro di accoglienza per i rifugiati, gestito dal TRWO, ospita circa mille nuovi arrivati.
Il 21 gennaio 2005, i funzionari del governo di Kathmandu hanno consegnato un’ingiunzione scritta sia al Rappresentante del Dalai Lama sia all’Ufficio per l’Assistenza ai Tibetani con l’ordine di immediata chiusura di entrambe le istituzioni, adducendo come motivo l’assenza di una registrazione legale.

Se il TRWO fosse definitivamente chiuso, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Profughi non potrebbe contare sulla collaborazione di un partner assieme al quale prendersi cura dei circa 2500 profughi tibetani che ogni anno transitano attraverso il Nepal per cercare la libertà nel territorio indiano. Sulla base degli attuali accordi con l’UNHCR, il personale tibetano del TRWO si reca nelle zone di frontiera con il Tibet con il compito di impedire che i rifugiati siano rimpatriati con la forza dal personale di sicurezza nepalese. In seguito alla chiusura dell’Ufficio, tali missioni di sorveglianza sono ora impossibili e gennaio è solitamente il mese in cui affluisce in Nepal il maggior numero di tibetani in fuga dal loro paese.

“Alla luce di quanto è accaduto, siamo molto preoccupati per la sorte dei rifugiati giunti recentemente”, – ha dichiarato Mary Beth Markey, direttore esecutivo di International Campaign for Tibet – “la chiusura di uno o di entrambi gli Uffici di Kathmandu non farà che peggiorare una situazione già estremamente difficile per i tibetani in transito o residenti in Nepal”.
Negli ultimi anni, la loro posizione all’interno dello stato himalayano, politicamente instabile, si è fatta sempre più insicura. Il governo cinese esercita pressioni politiche dirette, in misura crescente, sui ministeri degli interni e degli esteri nepalesi. La Cina, inoltre, ha incrementato i rapporti economici con il Nepal sostenendone apertamente il governo nella lotta contro la guerriglia maoista.

In Nepal risiedono attualmente circa 20.000 rifugiati tibetani. La comunità deve affrontare innumerevoli difficoltà in quanto ai profughi non è ufficialmente consentito intraprendere alcuna attività in proprio o come dipendenti. Finora, il TRWO e l’Ufficio del Rappresentante hanno loro fornito assistenza nel rinnovo dei documenti d’identità, facilitando i contatti con il governo in esilio di Dharamsala e registrando gli atti di nascita dei nuovi nati.

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