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MANFRED NOWAK: ANCORA DIFFUSA LA TORTURA IN CINA

Londra, 2 dicembre 2005. (BBC)

Al termine di una missione di due settimane in Cina e Tibet, Manfred Nowak, incaricato speciale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che in Cina il ricorso alla tortura, anche se in diminuzione nelle grandi città, è ancora ampiamente diffuso.
L’inviato ONU, il primo cui è stato consentito di visitare le carceri del paese, ha reso noto che i metodi di tortura più frequenti consistono nell’uso di bastoni elettrici, in bruciature provocate con sigarette e nell’immersione in fosse d’acqua di scolo. Si è inoltre dichiarato preoccupato per le torture psicologiche inflitte soprattutto ai detenuti nei campi di lavoro e volte ad alterare la loro personalità. Le violenze sono praticate per lo più allo scopo di estorcere confessioni.
Il rappresentante delle Nazioni Unite ha altresì dichiarato che, nel corso della sua visita, i funzionari cinesi hanno sistematicamente tentato di interferire nel suo lavoro e controllato da vicino ogni suo colloquio con i famigliari dei prigionieri. “Durante gli incontri, le vittime e i loro parenti erano oggetto di intimidazioni” – ha fatto sapere Nowak - “erano strettamente sorvegliati, era loro detto di non incontrarmi oppure era loro fisicamente impedito di vedermi. La paura era palpabile”.



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