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DUE SOSTENITORI DELLA CAUSA TIBETANA ARRESTATI A PECHINO PER AVER PROTESTATO CONTRO L’ASSEGNAZIONE ALLA CINA DEI GIOCHI OLIMPICI DEL 2008

Pechino 30 agosto 2004. (World Tibet News)
Alcune ore dopo la consegna della bandiera olimpica ai rappresentanti cinesi, due membri di International Tibet Support Network (ITSN) hanno dispiegato uno striscione con la scritta “No alle Olimpiadi in Cina fino alla liberazione del Tibet” nel Parco delle Minoranze Etniche, località che farà parte del complesso olimpico di Pechino 2008.
Gli attivisti, lo statunitense Han-shan e l’australiano Liam Phelan sono stati arrestati dalla polizia cinese assieme a due giornalisti. L’azione di protesta era stata preceduta da un incontro con i giornalisti stranieri accreditati a Pechino nel corso del quale alcuni rappresentanti del movimento internazionale a sostegno del Tibet avevano espresso l’opposizione del network allo svolgimento dei Giochi Olimpici del 2008 in Cina e la determinazione ad intensificare le pressioni affinché il governo di Pechino ponga fine all’occupazione del Tibet e migliori, entro il 2008, il proprio standard di rispetto dei diritti umani. “Mentre la Cina esalta la consegna della bandiera olimpica, centinaia di prigionieri politici tibetani languono in prigione e al popolo tibetano sono negati i diritti umani fondamentali”, ha affermato Alison Raynolds, direttore di Free Tibet Campaign. “Fintanto che il governo cinese continua ad occupare il Tibet, non merita l’onore di ospitare un evento internazionale così prestigioso”. A sua volta Han Shan, membro di Students for a Free Tibet, un’Associazione con sede a New York, ha così dichiarato: “Siamo venuti a Pechino per far sapere al governo cinese che i prossimi quattro anni vedranno un incremento della campagna per la libertà del popolo tibetano e del popolo cinese. Se la situazione tibetana non migliorerà in modo tangibile, i Giochi del 2008 saranno rovinati da una massiccia opposizione”.
I due manifestanti sono stati trattenuti per otto ore e quindi scortati all’aeroporto ed espulsi dal paese.
Difendendo l’intervento della polizia, Kong Quan, un portavoce del Ministero degli Esteri Cinese, ha così dichiarato: “Il 30 agosto, due stranieri hanno dispiegato uno striscione inneggiante all’indipendenza tibetana nelle vicinanze dell’ingresso di un parco. Quest’azione ci ha molto irritati. Visitatori, studenti o residenti stranieri sono benvenuti in Cina ma devono rispettare le nostre leggi e regolamenti nonché l’unità e l’integrità territoriale del paese”.


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