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NEPAL: ARRESTATI 18 TIBETANI

Kathmandu, 30 novembre 2005. (Phayul)
Diciotto tibetani, di età compresa tra i sedici e i trent’anni, sono stati arrestati domenica 27 novembre, nel distretto di Bara, mentre cercavano di raggiungere la capitale nepalese dopo aver valicato il passo Nangpala. La polizia ha dichiarato che i profughi non possedevano validi documenti di viaggio.
I diciotto tibetani sono stati portati all’Ufficio Immigrazione di Kathmandu e condannati a undici mesi di prigione o, in alternativa, al pagamento di una multa di 8.500 rupie nepalesi.
Sembra che le autorità del Nepal siano state messe in allerta da segnalazioni giunte dalla Cina, preoccupata che l’imminente iniziazione di Kalachakra, che si terrà nel gennaio 2006 ad Amarvati, sul territorio indiano, e sarà conferita dallo stesso Dalai Lama, provochi un massiccio esodo di tibetani. Si ritiene che la Cina eserciterà una maggiore vigilanza sui territori di confine anche in seguito alle recenti proteste avvenute nel monastero di Drepung.

Con l’arrivo della stagione invernale aumenta il numero dei tibetani che attraversano l’Himalaya. Nonostante esista un accordo in base al quale i profughi tibetani devono essere consegnati all’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, il governo nepalese, di fatto, lo disattende. Negli ultimi anni, numerose persone provenienti dal Tibet sono state arrestate o rispedite oltre confine.


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