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INAUGURATA A ROMA LA MOSTRA “VIAGGIO AD ORIENTE”: UN COMMOSSO OMAGGIO A FOSCO MARAINI

Roma, 8 giugno 2004. (Associazione Italia-Tibet)
Ragioni di sicurezza dovute alla concomitanza della visita a Roma del presidente americano George W. Bush hanno reso impossibile, il 4 giugno, la presenza del Dalai Lama all’inaugurazione della mostra fotografica “Viaggio ad Oriente”. Ma l’incontro è stato solo rinviato di un giorno. Il pomeriggio del 5 giugno Tenzin Gyatso è arrivato, puntuale, all’appuntamento con il sindaco Walter Veltroni, con i numerosi tibetani, vestiti degli abiti tradizionali, accorsi per salutare il loro leader e con la folla di sostenitori e fedeli buddisti riuniti nel giardino antistante l’Acquario Romano per ascoltare le sue parole. “Per comunicare con voi ho bisogno di un traduttore” – ha esordito il Dalai Lama – “ma il sorriso non ha bisogno di traduzione”. E con l’affabilità, la semplicità e l’arguzia sapiente che lo contraddistinguono, ha avuto per tutti uno sguardo, un gesto di saluto, un amichevole cenno. Dalla balconata prospiciente il giardino, accanto al sindaco Veltroni con il quale si era precedentemente intrattenuto a colloquio, il leader tibetano ha sottolineato l’importanza di una soluzione pacifica dei problemi e la necessità di un forte impegno personale in ogni campo: “Non è sufficiente meditare” – ha concluso – “è necessario studiare ed applicarsi”.

La presenza del Dalai Lama all’Acquario Romano ha coronato il lavoro di quanti si sono adoperati per la realizzazione della mostra “Viaggio ad Oriente, un invito alla conoscenza di mondi e culture diverse”. La suggestiva cornice dell’esposizione e l’elegante allestimento del percorso fotografico hanno contribuito ad esaltare la potenza evocativa delle opere esposte, un “fermo immagine”sull’Oriente vissuto, interpretato o semplicemente vagheggiato da alcuni grandi viaggiatori, scrittori e registi italiani.
Il progetto, promosso dal Comune di Roma e realizzato da Zoneattive, è articolato in tre sezioni di cui una dedicata a Fosco Maraini, grande conoscitore e attento testimone del Tibet di un tempo. Impossibile non ricordare, con emozione e sgomento, che solo pochi giorni dopo l’inaugurazione della mostra Fosco ci ha lasciati per sempre, portando con sé il patrimonio inestimabile del suo vissuto e dei suoi ricordi. Il tributo che l’Associazione Italia-Tibet ha voluto rendere alla persona e al lavoro di Maraini curando la sezione a lui intitolata, assieme a Stefano Dallari e in collaborazione con la Fondazione Votigno di Canossa, la Casa del Tibet e l’Associazione Amici del Tibet, assume una valenza simbolica e si trasforma in un commosso e affettuoso omaggio allo studioso e, soprattutto, all’amico.

La proiezione di un documentario, realizzato da Claudio Cardelli, ha consentito a quanti erano presenti all’Acquario di ascoltare dalla viva voce dello stesso Fosco Maraini il racconto delle sue esperienze nel Tibet della prima metà del secolo scorso. E’ seguita la conferenza “Il Tibet di ieri, il Tibet di oggi”, con la partecipazione dell’orientalista Massimiliano Polichetti, di Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità Tibetana e di Günther Cologna, presidente dell’Associazione Italia-Tibet.

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